RICARDO CINALLI
Per saperne di più Nasce il 3 aprile del 1948 in Argentina.
Si laurea in Psicologia all'Università di Rosario, frequenta poi la Harrow School of Art e lo Hornsey College of Art di Londra. Nel 1984 è stato invitato ad esporre al Museum of Modern Art di Rio de Janeiro. E’ conosciuto per i suoi grandi pastelli su fogli di strati di carta velina e per la realizzazione di affreschi in spazi pubblici e privati.
Il suo lavoro viene associato ad una sorta di mondo mitologico - psicologico contemporaneo, con combinazioni di figure classiche che combinano la monumentalità di un Michelangelo con l’energia di un Rubens e la qualità visionaria di Blake e De Chirico, come nella sua ultima mostra “Transmutations” all’Atlas Space, Southbank, Londra.
Ricardo Cinalli è ”Uomo del Rinascimento” non tanto nella grandezza della sua visione umanistica, quanto nei suoi livelli di energia. Cinalli è stato identificato con il rinato movimento “neo-classicista” europeo; mantenendo un distacco emotivo, riesce nell’impresa di essere post-moderno senza risultare ironico. Anche gli artisti di lingua spagnola tendono a guardare il passato con occhi educati allo studio della storia.
Ricardo Cinalli, argentino di nascita, è erede della tradizione classica naturale presente nell'arte argentina: durante i primi decenni del Novecento ci furono, per esempio, dei forti legami tra i pittori argentini e gli artisti italiani di cui Cinalli è un erede.
Ciò nonostante, anche nelle sue opere si ravvisano evidenti aspetti che appartengono essenzialmente al momento attuale, una irrequietezza che è l'espressione delle ansie contemporanee. Cinalli è un pittore che sa lavorare su grandissima scala: gli immensi murales progettati per Punta del Este in Uruguay fanno pensare a un Pontormo latino-americano.
Il corpo domina nelle grandiose opere di Ricardo Cinalli, che rimandano alla tradizione rinascimentale. Il classicismo di base delle sue creazioni miscelato con Savinio e De Chirico, racconta però storie della contemporaneità, dove l’ammasso corporeo riconduce all’affollamento metropolitano, in cui l’esistenza rischia di comprimersi.
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