A MONFALCONE: GETULIO ALVIANI

Getulio Alviani, cerchio+quadrato=volume, 1967, ferro verniciato

I nuovi spazi della Galleria d’Arte Contemporanea di Monfalcone si aprono, fino al 1giugno, a una personale, comprendente circa trenta opere, dell’artista nato a Udine nel 1939, che vive e lavora a Milano, il cui percorso creativo ha intersecato i fermenti del Bauhaus, il grande movimento artistico tedesco; dell’arte concreta, secondo la definizione data nel 1930 da Theo Van Doesburg, una tipologia di arte astratta basata su forme geometriche semplici caratterizzate dal fatto di non essere estrapolate dalla realtà o dalla natura ma di essere ideate dall’intelligenza creativa dell’artista; della optical art, la tendenza pittorica nata negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni Sessanta l cui opere sono state caratterizzate da movimenti virtuali ed effetti ottici.
La formazione artistica di Getulio Alviani è stata vicina, per costituzione, attrazione culturale ed amicizia, a maestri come Josef Albers, Konrad Wachsmann e Max Bill che, nel nostro secolo, nel clima del Bauhaus, hanno iniziato a dare all’arte del fare un ruolo scientifico basato in particolare sull’allargamento del campo del percettibile.
Le formulazioni della poetica relativa all’arte concreta e, in seguito, programmata hanno in Getulio Alviani uno dei loro rappresentanti più rigorosi. Per Alviani, infatti, la progettazione di qualsiasi oggetto, dall’arte pura all’architettura, deve essere sempre tesa, non solo “plasticamente”, alla risoluzione del problema.
In ogni aspetto del suo lavoro Alviani ha condotto la costruzione visiva in un ambito ben determinato di regole, di rapporti, di ragioni. Afferma a questo proposito: “Nella mia mente tutti i concetti, le sensazioni, le idee prendevano la forma di punti, segmenti, linee, colori, volumi, pesi e rapporti a livello geometrico elementare, dinamici nel loro svilupparsi… I sensi non contaminati hanno proporzioni geometriche”.
Da più di quaranta anni Alviani si impegna nell’indagine dei materiali e nella organizzazione di questi in insiemi programmati; lo si può constatare nelle sue superfici metalliche, nei cromogrammi, negli ambienti e nei volumi così come nella sua attività grafica, nel design, nell’architettura e nella didattica. Con Alviani l’arte si spoglia di qualsiasi carattere straordinario e provocatorio: gli eventi ottici, ritenuti aleatori ed irripetibili, vengono da lui trasformati in esperienze conoscitive da trasmettere e, attraverso una costruzione rigorosamente geometrica e matematica, nascono problemi di natura conoscitiva riguardanti il mondo delle forme e dei colori.

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La mostra “Getulio Alviani” è alla Galleria comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, fino al 1 guigno. Orari: Me-Do 10.30-12.30 e 16.00-19.00. Info: 0481 494369.


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